giovedì 19 novembre 2009

ITALIA: NATALITA' ZERO? LO STATO INCASSERA' 105 MILIARDI DI EURO

In Italia, a causa della natalità che rasenta lo zero, è previsto che nel 2020 patrimoni per circa 105 miliardi di euro finiranno allo Stato od in beneficenza (ve lo immaginate quanti ne lascerà il nostro erario alle buone azioni?) per mancanza di eredi legittimi.
Ecco come e perchè.
Ci sono migliaia di famiglie che hanno inesorabilmente intrapreso la via dell'estinzione ed è per questo che si verificherà quanto appena detto. Lo studio e la previsione di questo consistente ed irreversibile fenomeno è dell'Osservatorio della Fondazione Cariplo di Milano che ha stimato questi numeri: nel 2020 in Italia si saranno estinte 340 mila famiglie il cui patrimonio sarà pari a qualcosa come 105 miliardi di euro. A raccontare genesi e conclusione dello studio è uno dei ricercatori, Paolo Canino che afferma:
"Abbiamo escluso tutte le famiglie che hanno parenti in vita perchè, nonostante ci siano alcuni casi di volontà testamentarie a scopi benefici, si tratta di situazioni molto rare. Abbiamo invece considerato tutte le famiglie in cui al 2004 non sono presenti nè figli, nè fratelli o sorelle, nè altri parenti. In questo caso, infatti, la quota di patrimonio lasciato in eredità a scopi benefici è pari al 100 per 100".
Per l'analisi della distribuzione della ricchezza, la Fondazione ha attinto dagli archivi della Banca d'Italia, mentre per i dati delle composizioni familiari la fonte è stata l'ISTAT (l'Istituto di Statistica nazionale).
Queste le previsioni: al 2010 le famiglie senza eredi su tutto il territorio italiano saranno 63.061, pari a 13 miliardi di euro di patrimonio. Nel 2015 il numero triplica e diventano 197.812 che, in termini di ricchezza, fanno 67 miliardi di euro; fino ad arrivare al 2020 quando il mercato del "mortis causa", se così si può dire, salirà a 338 mila famiglie, per una eredità complessiva di 105 miliardi di euro tra proprieta immobiliari e mobiliari.
Dalla ricerca sono stati esclusi tutti gli immigratim e questo lo si è fatto poichè mediamente la loro età è abbastanza giovane.

mercoledì 18 novembre 2009

QUANDO UN SITO WEB TI PORTA A 15 ANNI DI GALERA

Tre giorni orsono le autorità cinesi hanno condannato a 15 anni di carcere Kunchok Tsephel, arrestato lo scorso marzo, attivista e fondatore del sito web in lingua tibetana Chomei (Lampada).
La denuncia arriva dall'International Campaign for Tibet, gruppo per i diritti umani con sede a Washington. Purtroppo non si tratta di un caso isolato, poichè a questa va aggiunta la notizia della condanna a cinque annin di carcere per Kunga Tseyang, anch'egli arrestato a marzo, blogger tibetano famoso con il nikname Gangnyi (Sole di neve), che sul suo blog diffondeva la cultura e la religione della sua terra. A rendere nota la notizia è Reporter Senza Frontiere (RSF).
La condanna a 15 anni di Tsephel è legata - secondo l'accusa - alla divulgazione di "segreti di Stato", che altro non sono che le notizie sulle proteste tibetane dello scorso anno, diffuse attraverso il suo sito. L'uomo è in cattive condizioni di salute e nel corso del processo a suo carico, non ha avuto diritto all'assistenza di un avvocato.
L'altro condannato, Tseyang è stato prelevato di forza dalle autorità cinesi, all'interno del monastero di Gansu dove studiava, ed è stato punito con cinque anni di detenzione per i suoi scritti sul buddismo e per aver diffuso le fotografie del locale ufficio per "la protezione dell'ambiente".

martedì 17 novembre 2009

COME IL CIVILISSIMO GIAPPONE TRATTA IL MIGLIOR AMICO DELL'UOMO

Qualcuno lo sospettava da tempo, ma la matematica certezza non si era mai avuta . Ora purtroppo è giunta e sentite come: in Giappone, l'orribile pratica di uccidere i cani servendosi di camera a gas è accettata dallo Stato. Questa è l'affermazione della commissione che si occupa della salute degli animali: "l'utilizzo del gas per uccidere gli animali, non è raccomandato, ma allo stesso tempo è tollerato".
Il documento stilato dalla stessa commissione, afferma anche che l'introduzione nelle camere a gas provoca "patimenti e sofferenze intense agli animali" e nel contempo afferma che l'iniezione letale è molto meno dolorosa. Così nel civilissimo e supertecnicissimo Giappone mille cani (senza padrone) al giorno, sono condannati a morire asfissiati.
Tutto ciò lo racconta uno choccante documentario cinematografico dal titolo: "Cani gatti e uomini" girato dal regista del Sol Levante, Motoharu Iida, che sta facendo parlare moltissimo di se. Cifre alla mano il filmato dichiara che ogni mese 310 mila amici a quattro zampe sono introdotti nelle camere a gas e soppressi dopo aver patito sofferenze atroci.
Secondo quanto dichiara il sito "France24", il Giappone non sarebbe l'unico Stato a praticare questi atroci delitti, anche negli USA la pratica di gasare i cani starebbe prendendo piede. Un video apparso sul network giapponese "Fuji tv" mostra le sofferenze vissute dai cani randagi introdotti nelle camere a gas. Ogni volta 20-30 animali sono chiusi in una cassa d'acciaio, quindi un addetto aziona l'apertura del gas che viene velocemente pompato nella struttura. Il veleno si diffonde e mentre accade ciò le povere bestie cercano invano di uscire dal portellone da cui sono entrate. Trovandolo inesorabilmente chiuso con le zampe tentano di rompere i vetri infrangibili della cassa. Si sentono i rantoli penosi e sofferenti dei randagi che diventano sempre più deboli. All'improvviso i cani smettono di lamentarsi.
"Tutti noi siamo responsabili di queste orrende pratiche - dichiara il regista Motoha Iida al giornale nipponico "Mainichi Daily News" - Ma ci sono alcune persone che fanno finta di non vedere perchè la realtà è troppo penosa, non resta che inorridire e riflettere".

lunedì 16 novembre 2009

L'AIUTANTE IDRAULICO, LA CALDAIA E LA DICIOTTENNE

Quanto si sta per narrare avviene a Sovizzo, un paese in provincia di Vicenza, dove - fra le altre - vive una famiglia tranquilla: padre, madre e figlia di 18 anni. Negli ultimi tempi, però, a questi è capitato un guaio: si rompe la caldaia. Non va dimenticato che siamo a novembre, ci si trova in Veneto e questo guaio vuol dire non poter usufruire del riscaldamento e di nessun tipo di acqua calda (per bagno, cucina, abluzioni personali ecc.).Quindi d'urgenza si chiama l'idraulico. L'uomo corre subito, perchè il paese è piccolo e ci si conosce un po' tutti. Entra in casa assieme al giovane assistente e sentenzia, senza troppe cerimonie, che è un danno da nulla: duecento euro (montaggio compreso) il costo del pezzo di ricambio da comprare e la questione è sistemata in un batter di ciglia.
Sospiro del padre per la cifra, tutto sommato, contenuta (credeva dover sostituire la caldaia). Ma a sospirare è anche la figlia diciottenne, per gli occhioni del bell'aiutante; il quale il giorno dopo si ripresenta da solo per finire il lavoro. La caldaia però non si aggiusta e così il giovane torna una, due, tre, quattro volte durante la settimana.O almeno è quanto racconta la figlia ai genitori che lavorando tutto il giorno non possono starsene a casa per una cosuccia da nulla (come l'ha definita l'idraulico).
Il padrone di casa è scocciato da tanta lungaggine. La figlia non sa che dire. Passa una settimana quando un pomeriggio il padre rientra a casa in anticipo e sorprende l'assistente idraulico a letto con la figlia. Il giovane, raccatta rapidamente scarpe e vestiti e si dà a precipitosa fuga.
La giovane si prende una lavata di capo con i controfiocchi.
Il tutto come nel più classico degli schemi se non fosse che, qualche giorno dopo, il papà si vede recapitare a casa il conto per le "uscite" del suo aiutante: mille euro. E già poichè la manodopera costa. E neanche poco.
"Pagherò solo duecento euro" dichiara nero di rabbia il capofamiglia, "altrimenti querelo tutti: idraulico e suo aiuto".
E' già passato qualche giorno, ma a Sovizzo non si parla d'altro: il paese è piccolo e la gente non mormora, è a conoscenza del fatto e lo commenta apertamente.

venerdì 13 novembre 2009

SPAGNA: SPESI 14 MILA EURO PER CORSI DI MASTURBAZIONE

Per l'Estremadura, regione spagnola confinante con il Portogallo, gira di città in città, da qualche settimana, una comitiva che fornisce un seminario di educazione sessuale gratuito per i ragazzi dai 14 ai 18 anni. Da qualche giorno l'attenzione mediatica si è rivolta a questo corso voluto dalla Regione e dal titolo "Il piacere è nelle tue mani".
Secondo le parole scritte da un tecnico dell'Istituto per la Gioventù dell'Estremadura (regione spagnola che ha un nome che è tutto un programma) il seminario - che è in corso - servirà a "facilitare lo sviluppo di autostima, sicurezza e la loro messa in pratica attraverso l'autoesplorazione sessuale e l'autoconoscimento erotico"; in un documento si elencano anche i temi trattati, come "lo studio del piacere; le carezze; la masturbazione ed i gadget erotici".
A vincere l'appalto per il singolare corso è stato infatti un negozio erotico chiamato "I piaceri di Lola", che ha sede a Madrid. Le prime critiche sul seminario sono piovute sulla Regione, in quanto costerà circa 14 mila euro.
"Quando la crisi stringe, il piacere è nelle tue mani" ha ironizzato il diffusissimo quotidiano spagnolo "ABC", citando le critiche di alcuni uomini politici. Vedono infatti come "uno scandalo ed una provocazione" che la terza Regione spagnola con più disoccupati "sperperi i soldi pubblici in corsi del genere". Un partito politico, infatti, ha chiesto ai dirigenti dell'Estremadura di ritirare "la campagna per la masturbazione" perchè considera "assolutamente non necessaria una spesa del genere per un tema che riguarda strettamente la sfera personale". Sulla stessa onda si è mossa anche l'Associazione Cattolica dei Genitori di Alunni.
In Regione, la direttrice dell'Istiututo per la Gioventù Laura Garrido si è detta "specialmente orgogliosa" di questa campagna diretta a "smontare i falsi miti che sorgono tra i giovani".
Raquel Traba, comproprietaria del negozio "I piaceri di Lola" ha detto che si sente "esterrefatta" per le reazioni provocate ed ha assicurato che il seminario è tenuto da una pedagogista di fama, con tanto di master in educazione sessuale e che lavora da otto anni con adolescenti.

giovedì 12 novembre 2009

LE ORECCHIE DEI CANI ED IL PARLAMENTO ITALIANO

Negli ultimi due giorni le commissioni riunite degli Esteri e della Giustizia della Camera, presiedute da Stefano Stefani e da Giulia Bongiorno, si sono cimentate in una delle più accese discussioni..."politiche" degli ultimi anni.
Non si trattava della bomba atomica iraniana e neanche dei gasdotti caucasici, ma delle code e delle orecchie dei cani. Questione seria: l'Europa ben venti anni orsono, stabilì un accordo di protezione per gli animali di compagnia. L'Italia con il suo colpevolissimo e solito ritardo, sta per sottoscriverlo.
Il fatto però è questo: l'accordo prevede il divieto per i veterinari di operare chirurgicamente gli animali, se non per ragioni terapeutiche o per sterilizzarli. Un partito, però, vuole che per i cani da caccia (particolarmente Bracchi e Setter) fosse attuata una deroga secondo la quale fin da cuccioli si potesse tagliar loro le orecchie e mozzargli la coda.
Il risultato della discussione arriverà presto nell'aula di Montecitorio e vedremo chi l'avrà vinta. Chi scrive spera e prega a che il volere del partito che sostiene il desiderio dei cacciatori venga bocciato e che l'accordo passi così come è stato approvato in tutti i Paesi dell'Europa Unita: a totale favore degli animali.

mercoledì 11 novembre 2009

UN QUARTO DI MILIONE DI GATTI RISCHIA LA VITA

Sono almeno 26 mila le colonie feline a rischio di estinzione in Italia, per un totale di almeno 250 mila gatti che corrono l'alea di essere soppressi o di morire di stenti nel corso dei mesi invernali.
L'allarme viene lanciato dalla Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (AIDAA), in relazione alle segnalazioni da questa ricevute negli ultimi mesi attraverso il suo sportello online: "emergenzaamicilibero.it", e dal tribunale degli animali della stessa AIDAA. Maggiormente a rischio risultano essere le colonie delle regioni del sud Italia. Diversi i fattori. Sono in forte aumento le segnalazioni relative agli avvelenamenti di gatti appartenenti a colonie libere, mentre vi sarebbero almeno 6 mila colonie feline residenti nei parchi o nei cortili condominiali, la cui vita viene ostacolata dagli abitanti e dagli amministratori che spesso proibiscono alle "gattare" di dar da mangiare ai mici.