venerdì 9 settembre 2011

CANADA E CALABRIA




Il Canada è una nazione che si estende su poco meno di dieci milioni di chilometri quadrati (9.970.610. Vi ricordo che l’intera Italia ne conta 290 mila), ed una certa parte di questi è costituita da laghi, fiumi e foreste; i canadesi, per la protezione ed il controllo di queste ultime  hanno un vero e proprio esercito che, all’estero, viene conosciuto come le famose “Giubbe Rosse” e gli altrettanto noti “Rangers”. Nel paragone con l’Italia, questi uomini – è bene specificarlo – non hanno nulla a che vedere con la nostra “Guardia Forestale” ma sono l’equivalente dei nostri “Forestali” che, per chi non lo sapesse, negli anni Ottanta erano 40 mila ed oggi sono scesi a diecimila ed il loro lavoro consiste appunto nel controllo e nella salvaguardia della fauna e del territorio dove le varie specie di alberi la fanno da padroni.

Confessate che state pensando: “ma che cacchio sta scrivendo? È ammattito il buon Muzio? Ma che ci interessa dell’estensione terriera e forestale del Canada? Forse le ferie gli hanno fatto più male che bene”. Tranquilli amici miei non ho dato fuori di testa, desidero soltanto darvi una piccola informazione. Questa: la Calabria occupa 15 mila chilometri quadrati e su di essi vengono impiegati diecimila forestali i quali ci costano 240 milioni di euro l’anno. “Ed allora?” direte voi. Vi informo che questa cifra è esattamente il doppio di quanto spende annualmente il Canada per stipendiare tutti i suoi  Rangers (Giubbe Rosse comprese) sparsi sull’enorme territorio.

Dei 240 milioni annui che ci costano i forestali calabri, 160 li…fornisce lo Stato ed 80 la Regione Calabria.

Di tutto questo la finanziaria, appena varata,  non si interessa. Però ci dicono che bisogna risparmiare, tagliare, sacrificarsi, tirare la cinghia, pagare l'aumento dell'IVA e quant’altro.

Ma quanto siamo bravi e pazienti.

giovedì 8 settembre 2011

SVIZZERA: POLIZIOTTO ITALIANO INSEGUE E CATTURA NARCOTRAFFICANTE MULTATO PER ECCESSO DI VELOCITA'



Tutto inizia quando Michele Pellegrino, in servizio presso la sezione antidroga della questura di Napoli, viene inviato (sotto copertura) per delle indagini, in un Paese dell’Europa del nord. In realtà dovrà tentare di mettere le manette ad  uno dei più noti trafficanti di cocaina del mondo, al quale la questura partenopea è arrivata dopo quasi due anni di indagini. Non appena in…zona Michele Pellegrino si trova davanti ad un muro altissimo fatto di burocrazia: deve preparare carte, avvisare ministeri competenti, chiedere autorizzazioni e quant’altro. E se il narcotrafficante – nel frattempo – riuscisse a far perdere le tracce sulle quali il poliziotto sta da mesi? Non c’è tempo da perdere. A questo punto il nostro  noleggia, presentando i suoi documenti (da civile) personali e con la sua carta di credito, un “Suv Volvo” con il quale riesce a mettersi sulle tracce del camorrista narcotrafficante planetario.

Inutile aggiungere che l’operazione sotto copertura è autorizzata dalla Direzione distrettuale Antimafia napoletana e supportata dalla sezione centrale antidroga di Roma.

Michele Pellegrino non è un bravo investigatore, è un ottimo investigatore tanto che nel giro di pochi giorni raggiunge il criminale e dopo un lungo e spericolato inseguimento, riesce a mettergli le manette e sequestrargli ben un quintale di droga destinata al mercato italiano.

A posteriori si scopre che all’altezza del Cantone dei Grigioni – siamo ovviamente in Svizzera – il cacciatore di narcotrafficanti viene fotografato dagli autovelox elvetici perché ha superato di 39 km il limite di velocità (119 Kmh invece di 80). Superfluo aggiungere che era in pieno inseguimento…

Passano due mesi ed a casa del poliziotto si presentano i carabinieri: con un avviso di garanzia e la convocazione in caserma, infatti tramite rogatoria la magistratura svizzera pretende che il conducente dell’auto che ha turbato la tranquillità del luogo dove era passato venga identificato e processato. La Procura di Santa Maria Capua Vetere non può far altro che mettere a disposizione dell’inflessibile Cantone dei Grigioni  un Pubblico Ministero e quant’altro necessario (compresi investigatori della Polizia) per  interrogare e definire la posizione del poliziotto italiano.

A questo punto ognuno di voi che sta leggendo penserà: “si, va be’ ma investigatori, magistrati inquirenti, Ministero degli Interni e quello degli Esteri, tuteleranno il nostro poliziotto”.

Ragazzi svegliatevi, siamo in Italia e tanto è vero che nessuno muove un dito a favore di chi è riuscito a catturare uno dei più pericolosi narcotrafficanti della Terra e sequestrargli anche un quintale di droga. Così Michele Pellegrino è costretto a cercare (e pagare) un avvocato che lo difenda. Qualche giorno fa è giunta al bravissimo poliziotto napoletano il decreto di condanna firmato dal giudice svizzero Claudio Riedi. Michele Pellegrino dovrà sborsare  mille e 50 euro di multa e sottoporsi a cinque giorni di lavori socialmente utili.


mercoledì 7 settembre 2011

LE AUTO BLU DEL QUIRINALE



Verso la fine dello scorso mese di luglio un Giornale ebbe l’ardire di scrivere che il presidente della Repubblica aveva a disposizione 40 auto blu. Il 4 agosto successivo il segretario generale della Presidenza della Repubblica inviò al colpevole quotidiano una vibrata nota nella quale si negava la presenza delle 40 suddette auto blu con la precisazione che non sono, per l’appunto, quaranta, ma soltanto 35. Rifiuto ogni commento.

Per completezza di notiziA, però, vi comunico quanto scritto dallo stesso Giornale il 5 agosto.

I dipendenti amministrativi  del Quirinale sono 843 a cui bisogna sommare i 103 non di ruolo e gli 861 fra militari e poliziotti. Il bilancio di previsione della Presidenza della Repubblica per l’anno i corso è di 228 milioni di euro e lo stesso ufficio ha dichiarato di aver effettuato tagli per 15 milioni.

Fra le 35 auto blu vi sono: tre Lancia Thema blindate, tre Lancia Flaminia 335 del 1961 (queste usate esclusivamente per la parata del 2 giugno e poche altre occasioni). Poi ci sono macchine da mettere a disposizione di altri capi di Stato in visita: tre Maserati e quindi 24 auto (di cui 23 in leasing) di varie marche. Nella medesima lettera di protesta il Colle tiene a precisare che a fronte delle 35 autovetture ci sono soltanto 41 autisti di ruolo.

Tanto perché lo sappiate in questa splendida e mai troppo lodata nazione, le auto blu sono 72 mila (settantaduemila) tutte a disposizione delle pubbliche amministrazioni, tale cifra risulta da un accurato monitoraggio (anno 2011) effettuato da ditta specializzata,  su incarico del ministro Brunetta. Per le stesse vetture si spendono due miliardi e 150 milioni di euro l’anno: 650 milioni per la gestione ed un miliardo e mezzo per il personale. Nel garage dello Stato sono 35 mila i lavoratori impiegati dei quali 14 mila sono autisti. Lo scorso anno (2010) le auto blu a disposizione della pubblica amministrazione hanno percorso 800 milioni di chilometri.

martedì 6 settembre 2011

LE PROIBIZIONI CRETINE



L’appena trascorso mese di agosto è riuscito a meravigliarci non solo per la sua calura parossistica (del resto se non fa caldo in quel mese, quando lo deve fare?), ma per l’imbecillità di alcuni divieti “scattati” proprio…contro cittadini e villeggianti. Naturalmente sono dei divieti che hanno – nell’immaginario comune – una identità che definire idiota vorrebbe dire usare un dolce eufemismo.

 Ad Eboli, per esempio, è vietato baciarsi in macchina mentre sulla spiaggia di Eraclea è assolutamente proibito fare castelli di sabbia. Cosa dire della città dei fiori, cioè San Remo, nella quale le persone dai 13 ai 59 anni hanno il divieto di sedersi ai bordi delle aiuole, per non dire che, sempre in questo luogo rivierasco ligure, è proibito rivolgere la parola alle prostitute. Vogliamo parlare di Voghera? Pensate che qui si viene multati se ci si siede sulle pubbliche panchine dopo una certa ora (che cambia di stagione in stagione). A Sorrento gli artisti di strada hanno la possibilità di sostare nello stesso posto per non più di 15 minuti ed i locali ristoratori non possono invitare – con insistenza – i turisti ad entrare nei loro locali.

Che nell’isola di Capri non si possano indossare zoccoli da mare è universalmente noto e sufficientemente ridicolo.

Ma se pensate che queste “stranezze” abbiano patria solo in Italia, vi sbagliate di grosso. Leggete.

Nello stato del Bahrain la legge consente ad un medico di sesso maschile, di fare una visita ginecologica , ma non di guardare direttamente i genitali della paziente, può vederli soltanto riflessi in uno specchio.

Nel Libano gli uomini sono autorizzati ad avere rapporti con gli animali, purchè siano femmine.

In Iran è proibito mangiare carne di asini, cavalli o muli, se le bestie in vita sono state vicine ad un musulmano.

Ad Hong Kong una moglie può uccidere un marito adultero ma solo a mani nude, e può scegliere per l’amante la sorte che più le aggrada.

In Scozia è proibito ubriacarsi se si possiede una mucca.

In Francia non si può chiamare un maiale Napoleone.

In Svizzera è proibito stendere i panni o lavare l’auto di domenica. Se non bastasse questo, nella stessa nazione se si vive in un appartamento è proibito scaricare lo sciacquone dopo le dieci di sera.

In Inghilterra due coniugi non possono fare sesso nella loro casa se è presente una terza persona.

Nella città inglese di York si può uccidere uno scozzese entro le mura antiche della città ma solo se è armato di arco e frecce.

E negli Stati Uniti? Nello stato dell’Arizona, le donne sono autorizzate a non indossare le mutande, mentre a Denver – capitale del Colorado – nessuno può prestare l’aspirapolvere ai vicini di casa. Nella splendida Florida se una donna si addormenta sotto il casco del parrucchiere può essere multata non solo lei, ma anche il gestore del salone di bellezza. Ma la splendida Florida non si distingue solo per ciò, infatti in questo Stato americano alle donne non sposate è proibito praticare il paracadutismo di domenica ed inoltre risulta proibito per legge avere rapporti sessuali con un porcospino.

Nel nord Dakota è vietato addormentarsi con le scarpe. Per chiudere in bellezza questo post, vi dirò che nel Texas è vietata l’Enciclopedia Britannica in quanto contiene una formula per produrre birra.

In fondo, mi vien da dire, siamo i meno peggio.


lunedì 5 settembre 2011

A PROPOSITO DI SPRECHI, CASTA, FINANZIARIA ECC.ECC

Desidero darvi alcune informazioni (che difficilmente potreste reperire) che riguardano circa 150 parlamentari. Prima di leggerle, però, ricordate le due finanziarie quella di metà luglio (40 miliardi di euro) e quella di agosto (45 miliardi) e non dimenticate che in esse sono compresi tagli anche ai nostri rappresentanti che risiedono a Montecitorio e Palazzo Madama. Orbene, leggete.
LA DIARIA
Oggi ammonta a 3.503,11 euro netti al mese
Dal 2013 sarà si  4.003,11 euro netti al mese
Cosa è: viene riconosciuta a “titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma” dei deputati e senatori. Si da il caso, però, che la incassino anche coloro che vivono nell’Urbe.
Per la citata DIARIA spendiamo oltre 42 mila euro l’anno per ogni parlamentare. E sono tanti gli onorevoli.
I TRAFERIMENTI
1.108 euro netti mensili vengono incassati da ogni nostro rappresentante per “i trasferimenti dal luogo di residenza all’aereoporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio”. Mi sembra inutile aggiungere che tale cifra viene erogata anche a chi vive stabilmente nella Capitale.
Questi TRASFERIMENTI ci costano, per ogni parlamentare, 13 mila euro l’anno.
I PORTABORSE
3.690 euro netti al mese è quanto percepisce ognuno dei circa 150 rappresentanti politici per assumere collaboratori (portaborse). A parte il fatto che da tempo si sa che i più generosi pagano il loro collaboratore al di sotto dei 1000-1200 euro mensili, ma va anche notato come tale cifra venga percepita – ad esempio –  anche dal presidente della Camera nonostante che il personale che lo affianca sia stipendiato direttamente dalla Camera stessa.
Mi fermo qui, mi dispiacerebbe farvi ammalare di fegato.


venerdì 2 settembre 2011

MA CHE GIUSTIZIA SOLERTE CHE ABBIAMO

Come ogni italiano si rende conto, nella nostra meravigliosa Terra ci sono – fra penali e civili – circa nove, ripeto nove milioni di processi arretrati. Perché? Le cause sono molte, moltissime e non sarò certo io a spiegarvele e questo per il semplice fatto che qualsiasi cosa io scrivessi la Magistratura avrebbe di certo da ridire e magari anche denunciandomi. Come sempre vado ai fatti. Leggete e vi renderete conto a cosa mi riferisco. Vi prego però di tenere presente che questo è comunque il Paese dove alcuni magistrati impiegano tanti di quegli anni a scrivere le motivazioni delle sentenze che queste…cadono in prescrizione e molti delinquenti lasciano le patrie galere tornando liberi come fringuelli. Ricordate inoltre che questo Bel Paese è sempre quello dove chi travolge da ubriaco e contromano in autostrada un’altra macchina uccidendo quattro persone, viene denunciato a piede libero e perché ci si decida ad arrestarlo occorrono ben quattro giorni di “riflessione” durante i quali il protagonista della strage (che è un albanese) poteva tranquillamente tornarsene in madrepatria. Ma veniamo a noi.
La vicenda inizia nel 2008 a Trento quando un uomo di 44 anni viene sorpreso mentre tenta di uscire da una pasticceria con in tasca un pacchetto di biscotti (valore: due euro) che non ha pagato. Restituisce la…refurtiva nell’immediato, ma viene egualmente identificato e denunciato per furto dai proprietari della pasticceria.
Nel maggio del 2010 viene processato ed in primo grado la Corte lo assolve in quanto non ritiene esserci prove sufficienti per il furto. A questo punto il PM, ligio al suo compito, ricorre in appello. Si, proprio così, questo avviene in una nazione dove – come tutti sappiamo e constatiamo quotidianamente – a norma di Legge restano liberi evasori fiscali, truffatori, pirati della strada, responsabili di omicidi colposi e via di questo passo.
Ma proseguiamo nella vicenda. Si arriva così ai giorni nostri e si scopre che tra ricorsi e richieste di annullamento il processo è tutto da rifare per un vizio di forma: a quanto sembra non era stata dichiarata la contumacia dell’imputato, ma era stato soltanto definito: “non presente in aula”. Il nuovo appuntamento è stato fissato per il prossimo mese di novembre.
Ma quanto ci è costato a noi cittadini questo processo? E quel PM che ha ricorso in appello non aveva altri processi più importanti da mandare avanti? E perché nell’ultima finanziaria si è sventolata la bandiera del risparmio a tutti i costi e vengono permessi sperperi di denaro pubblico per il furto di un pacchetto di merendine da due euro? Ma questo non vi fa inc…scusate, inquietare maledettamente? A me si.

giovedì 1 settembre 2011

GERMANIA: PARCHEGGI DEL SESSO
Partendo dal presupposto che “promissio boni viri est obligatio” eccomi di nuovo a voi. Spero vivamente abbiate sentito la mia mancanza, ma di sicuro molti di voi saranno andati in ferie e quindi… Ma, a proposito di questo mio rientro, debbo farvi una premessa. Dato che ho in serbo una serie di notizie che possono suscitare un’infinità di reazioni, tranne che l’allegria, desidero ricominciare questo post con una informazione breve, ma molto sviziosa e che sicuramente vi indurrà un sorriso (femministe a parte).
Un “parcometro” per le prostitute che lavorano in strada. E’ partita proprio l’altro ieri la singolare iniziativa del comune di Bonn (ricordate? La capitale della Germania Ovest quando questa nazione era divisa in due) con cui l’amministrazione intende tassare con sei euro a notte l’occupazione di suolo pubblico da parte delle “lucciole” .
Prima di iniziare il proprio lavoro ogni professionista del sesso, appunto dal 30 agosto scorso, dovrà ritirare il suo ticket da un distributore automatico (del tutto simile ad un parchimetro), che dovrà poi essere esibito ad ogni eventuale controllo della polizia al fine di evitare delle molto più costose sanzioni pecuniarie.