mercoledì 30 giugno 2010

ANCORA SU I MANCATI RISPARMI

Ieri non avete letto questo Post. La ragione è semplice ho avuto molto da fare. Ma veniamo ad oggi.
E’ noto che in uno Stato Democratico, di Diritto, moderno e quant’altro di questo genere, la Politica è l’elemento che traccia la strada che verrà percorsa dai suoi cittadini. Insomma è colei seguendo la quale tutti noi dovremmo non solo sentirci a nostro agio, ma orgogliosi di essere nati in questo Stato. Messe tali basi a questo discorso vi invito a riflettere su questo dato: noi italiani manteniamo 495 mila (stipendiati) politici.
Tutti sanno che abbiamo 630 deputati, 315 senatori e 7 senatori a vita oltre a 72 europarlamentari (vi ricordo che i nostri sono i meglio pagati di tutti). Quanti di voi sanno che manteniamo anche 120.500 (circa) Consiglieri Comunali e 300 mila posti tra incarichi, consulenze e servizi agli stessi organi amministrativi? E quanti di voi hanno consapevolezza che manteniamo anche circa 25 mila consiglieri circoscrizionali e di Comunità montane? E vi risparmio Presidenti di Provincia, Sindaci, Assessori e sottosegretari regionali, assessori provinciali, Consiglieri comunali (solo questi ultimi sono 35.250) ed altri ancora. Si ve li risparmio ma, come al solito se volete i dettagli…sono qui.
Queste persone (mi sembra inutile sottolineare come NON siano tutte indispensabili) ci costano centinaia di milioni di euro l’anno e solo di stipendi poiché a questi dovrete aggiungere tutto il resto, dalle auto blu (solo il loro uso ci fa sborsare oltre un miliardo di euro l’anno), ai viaggi gratis, ai vari ristoranti e bouvette, ai cinema, Stadi, Teatri e via di questo passo. Queste "cosucce" continuano a pesare in negativo sui nostri bilanci.
Però l’ultima finanziaria ci raccomanda di…tirare la cinghia.
Noi.
E loro?
Ed ancora ci dicono che non sanno dove andare a tagliare le spese? Ma ci facciano il piacere di non prenderci per i fondelli.
Come sempre evviva l’Italia.

lunedì 28 giugno 2010

GLI SPRECHI DELLA CASTA

Voi direte che da un po’ di giorni picchio sempre sullo stesso tasto: gli sprechi che la Casta ci propina facendo finta che in realtà siamo solo noi ad aver causato questo disastro economico in cui viviamo. Nella sostanza il nostro debito pubblico resta in vita a cifre così stratosferiche, anche grazie al non coraggio di abolire alcuni enti inutili (non ce ne sono due o tre, ma qualche centinaio e sono portatori di voti...) che succhiano il nostro denaro, e ad uno Stato tanto pavido da non ammettere che è il primo a far aumentare la spesa pubblica. Ecco l’ultimo incredibile esempio.
Le previsioni di spesa della Camera dei Deputati per il 2010 ammontano ad un miliardo e 97 milioni di euro: direte: “ed allora?”, rispondo: allora un cacchio, rispetto allo scorso anno c’è un aumento di ben 15 milioni di euro, come dire trenta mila milioni di vecchie lire. Mi chiedo, perché? Per far pagare pochi spiccioli un pasto ad uno dei ristoranti di Montecitorio? O per fornire gratuitamente qualche altro servizio in più agli onorevoli che già viaggiano gratis, volano senza pagare, vanno a cinema, teatro e stadio senza mettere le mani al portafogli, per non ricordare poi che moltissimi di essi dispongono di auto blu pur percependo un rimborso spese taxi per i loro spostamenti, e via di questo passo.
Ma non ho finito, aggiungo che le previsioni di spesa per la Camera per il 2011 parlano di un miliardo e 111 milioni di euro, altri 14,2 milioni di euro in più (che sono sempre 28 mila milioni di vecchie lirette, cioè 28 miliardi). Per completare la vostra gioia nell’apprendere queste notizie, vi dirò che il budget – sempre di Montecitorio – per il 2012 prevede una spesa di un miliardo e 125 milioni di euro, si, altri 14 milioni e mezzo in più rispetto al 2011.
Il collegio dei questori della Camera spiega: “e’ opportuno sottolineare che sia il progetto di bilancio del 2010 che si sottopone all’approvazione dell’assemblea, sia lo schema del bilancio triennale, sono stati costruiti sulla base della normativa vigente al 28 aprile 2010. Essi quindi non scontano gli effetti finanziari delle misure di riduzione della spesa che la Camera dei Deputati adotterà”.
Avete capito bene questa “spiegazione cosa vuol dire? Se “no” ve lo spiego con quanto è avvenuto in passato: nel 2005 deputati e senatori di fronte alla finanziaria che gli tagliava l’indennità parlamentare del 10 per cento proprio alla vigilia dell’assemblea nella quale si doveva adottare questa decisione, si aumentarono le indennità stesse del 10 per cento, prendendo alla fine qualche soldino in più di prima pur facendo la bella figura di aver approvato la disposizione secondo la quale sarebbe stato tolto dalle loro prebende il 10 per cento preventivato.
Evviva l’Italia.

venerdì 25 giugno 2010

IL CNEL: 18 MILIONI BUTTATI AL VENTO

A proposito di risparmi che noi vessati sudditi siamo obbligati a fare, oggi desidero sottoporre alla vostra attenzione un altro incredibile sperpero (pari a 18 milioni di euro, cioè circa 35 miliardi di vecchie lirette) che la casta ci obbliga a sopportare, anzi a finanziare. Eccolo.
Chi di voi sa cosa sia il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia)? L’obiettivo di questo quasi clandestino organo dello Stato, consiste nel produrre pareri, a beneficio delle istituzioni politiche (!).
I suoi membri producono consigli dal 1957 e la loro sede è a Roma, ma non in una polverosa cancelleria di Lungotevere, bensì da una splendida palazzina (Villa Lubin) inserita nel cuore del parco di Villa Borghese.
Come si può leggere nel suo sito, il CNEL: “è previsto dalla Costituzione della Repubblica Italiana che, nell’art. 99, lo definisce
E’ formato da 121 consiglieri: “dodici esperti scelti fra qualificati esponenti della cultura economica, sociale e giuridica; 44 rappresentanti dei lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato, diciotto rappresentanti del lavoro autonomo, trentasette rappresentanti delle associazioni di promozione sociale e da dieci rappresentanti delle organizzazioni di volontariato”.
Se tutto questo non bastasse, il CNEL ha anche una novantina di dipendenti ed a questi è destinato quasi l’80% delle risorse che il bilancio dello Stato (cioè noi) mette annualmente a disposizione del CNEL, cioè l’80% di 18 milioni di euro.
Fra i 121 consiglieri figurano Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni Emma Mercegaglia ed altri nomi eccellenti.
A concludere il mio scritto su questo ente assolutamente inutile, desidero informarvi che esso ha in totale sei dirigenti di seconda fascia che percepiscono stipendi annuali che vanno dai 67.815,59 del signor Mariano Michele Bonaccorso (dirigente dell’Ufficio Coordinamento Informatico) agli 83.017,43 della signora Elisabetta Bettini (che comanda l’Ufficio per l’Attuazione del programma); fra questo “minimo” e massimo, gli altri quattro di seconda fascia percepiscono ognuno (vi risparmio i nomi, ma come sempre se li volete basta chiedermeli) una cifra superiore a 78 mila euro l’anno ed inferiore ai 79 mila. Questi i dirigenti, ripeto, di seconda fascia. Il CNEL ne ha però anche uno di prima fascia che si chiama Michele Dau ed al quale è affidato il “Dipartimento per l’Attuazione del programma” il quale guadagna ogni anno la discreta somma di 143.146,03 euro. In sostanza la "Attuazione del programma" di questo CNEL ci costa la non trascurabile cifra annua di 226.163,46 euro.
Ma dato che ho la manìa di essere il più preciso possibile, a proposito del CNEL debbo aggiungere per completezza di informazione, che della sua totale, assoluta, deleteria, accertata inutilità se ne accorse nel 1997 anche la Commissione bicamerale per le riforme costituzionali che approvò all’unanimità un emendamento per sopprimere l’articolo 99 (quello che ebbe a prevedere la nascita del CNEL stesso). Ma non se ne fece nulla…
Come sempre viva l’Italia

giovedì 24 giugno 2010

ANCHE LA GRECIA CI HA TRUFFATO


Quella di trascrivere alcuni "pezzi" è una cosa che non faccio quasi mai (credo di averla concretizzata una sola volta da quando ho aperto questo blog), oggi però non posso esimermi dal realizzarla e sapete perchè? Sono sicuro al cento per cento che quanto leggerete vi svelerà un retroscena del quale certo non siete a conoscenza. Di cosa si tratta? Naturalmente della crisi economica europea che ci coinvolge (tragicamente) e che, nella sostanza, ha avuto il suo acme con quella greca dovuta al pazzesco indebitamento di questa nazione.
Orbene al giornalista Mattias Mainiero qualcuno ha chiesto cosa ne pensasse e se fosse d'accordo sulla concessione del colossale prestito fornito alla Grecia da noi e dagli altri paesi di Eurolandia. Vi trascrivo la risposta che vi svelerà questioni ben poco note (se non agli addetti aI lavori).
Scrive il Mainiero:
"del prestito alla Grecia ne penso tutto il male possibile. E se fosse possibile pensarne ancora peggio lo penserei tranquillamente. E non perchè l'Europa doveva starsene con le mani in mano mentre la casa del vicino andava in fiamme. Semplicemente perchè la Grecia non lo meritava. Doveva affondare nell'Egeo, la Grecia, vittima di se stessa, delle sue zavorre, delle troppe regalìe, degli evasori, delle spese folli e dei trucchetti contabili. Ed anche vittima di una notevole ambiguità. Sentite questa.
Noi ci siamo svenati per salvare il vicino di casa. Siamo corsi con gli estintori (ed ogni estintore ci è costato un occhio della fronte). Per via della Grecia e della crisi finanziaria che aveva preceduto i fatti della Grecia, abbiamo dovuto varare l'ennesima manovra, tirare la cinghia, chiudere qualche finestra pensionistica e spalancare la porta all'austerity. Lo abbiamo fatto noi e lo hanno fatto gli altri Paesi europei. E sapete cosa ha fatto la Grecia una volta ricevuti i nostri soldi? Se li è messi in tasca, ha pagato qualche debito (pochi debiti), ha chiamato i cinesi e con i cinesi ha stretto una marea di accordi commerciali.
Ora Pechino entrerà a far parte della flotta mercantile greca, che copre il venti per cento del traffico navale mondiale. Entrerà pure in settori strategici quali le telecomunicazioni ed avrà quote nei principali porti della Grecia.
Pechino è il partner privilegiato. Pechino compra e fa affari in Grecia. Pechino guadagna. Pechino, grazie ad Atene, mette un piede (forse anche un piede e mezzo) in Europa. e l'Europa che ha aiutato la Grecia, ci rimette tre volte.
La prima perchè ha sborsato i soldi (e speriamo che li riceveremo un giorno indietro) la seconda perchè è stata esclusa dagli affari e la terza perchè ora ha il concorrente in casa.
A volte il monolocale del vicino bisognerebbe farlo bruciare fino alle fondamenta. Anche per evitare che altri vicini facciano l'abitudine al soccorso e continuino a prenderci per il culo.".




mercoledì 23 giugno 2010

CHE FINE HA FATTO IL FANNULLONE CIOCIARO?

Circa due settimane fa vi avevo raccontato la storia di un fannullone. Il signor G. dipendente della Provincia di Frosinone, era stato distaccato nel 2003 presso un consorzio per il riciclaggio dei rifiuti, salvo poi scoprire che in questi 7 (sette!) anni non aveva mai lavorato per nessuno dei due enti pur percependo regolarmente ad ogni fine mese, il suo stipendio.
Il sindaco di Coreno Ausonio (piccolo centro in provincia di Frosinone) signor Domenico Corte, aveva spiegato alla stampa il motivo dell’assenteismo: il signor G. nel frattempo (sette anni…) faceva l’assessore, il tuttofare dell’ex primo cittadino ed in fine, il consigliere di minoranza della cittadina.
Lo faceva, perché giovedì ( 17 giugno 2010) il dipendente-fantasma duramente rimbrottato dai politici locali, ha rassegnato le dimissioni dal consiglio comunale giustificandole: “Per motivi personali”.
Non voglio dire nulla, ma a me sembra una tardiva presa di coscienza (sette anni di stipendio senza nulla,fare…); oppure si è trattato di esigenza dal difendersi dalle accuse di aver rubato lo stipendio per anni? O per la consapevolezza che forse (è sperabile) a qualcuno venga in mente di chiedergli la restituzione degli 84 stipendi indebitamente riscossi?

martedì 22 giugno 2010

LE IDIOZIE DELL'EUROPARLAMENTO

Alcuni giorni or sono vi ho informato (ed il giorno dopo ne hanno parlato tutti: TV e stampa...) della decisione presa dall’Europarlamento che vieta la pesca “alle nazioni europee che affacciano sul Mediterraneo” delle telline e della famosa frittura di paranza. Insomma i soloni di quell’organismo ci hanno proibito di mangiare uno dei piatti più noti – a livello mondiale – della dieta mediterranea. Oggi ritorno su questo argomento soltanto per dimostrarvi in mano a chi siamo. Si insomma, chi sono e che caspita di cervello abbiano questi parlamentari europei. In altre parole vi dimostro la loro totale imbecillità, ripeto, imbecillità, soltanto con una domanda semplice, semplice.
Ferma restando la circostanza, come da dichiarazione ufficiale, che l’allargare le reti, imposto dall’Europarlamento, lo si è deciso solo per “salvare alcune specie di pesci” che venendo catturati non da adulti rischiano l’estinzione della specie (cosa peraltro che negli ultimi tremila anni non è avvenuta), posto ciò, dicevo, come mai questi grandi cervelli non si sono accorti che sullo stesso Mediterraneo affacciano una serie di nazioni africane che (più che giustamente) se ne fregano delle cervellotiche decisioni degli euroonorevoli che oltre ad incassare mensilmente uno stipendio da capogiro, trascorrono il loro tempo a dirci cretinerie come quella citata.
Tanto per darvi un’idea delle imposizioni che ci vengono…servite da questi personaggi allergici ad ogni forma di cultura ed intelligenza, vi ricordo che, sempre secondo loro, noi non possiamo mangiare:
La Nutella
La frittura di paranza
Le telline
I formaggi tradizionali con la muffa ed
Il miele integrale.
In compenso, sempre secondo le decisioni dei suddetti personaggi, possiamo tranquillamente consumare i seguenti cibi:
Aranciata senza arance
Vino fatto senza l’uva
Vino ai trucioli
Vino senza alcol
Cioccolato senza cacao
Mozzarella privata del latte
Ma avete ben capito in mano a chi ci siamo messi?

lunedì 21 giugno 2010

ANCORA SUI SOLDI CHE LA CASTA SPERPERA

Ho qui una serie di numeri che poi altro non sono se non l’equivalente dei (nostri) soldi che la casta si…pappa alla faccia di noi sudditi che peraltro siamo sempre invitati (obbligati) a risparmiare.
Lo so i numeri sono una rottura di scatole, ma vi prego di scusarmi in quanto è solo attraverso essi che vi posso dimostrare come veniamo truffati, vessati, ingannati e presi in giro. Dunque – gentili visitatori di questo blog – abbiate la pazienza di seguirmi per queste altre poche righe ed alla fine, come quasi sempre quando si tratta di questo argomento, riuscirò a darvi notizie che solitamente nessuno vi fornisce.
Esistono delle “voci” nell’amministrazione della Camera dei Deputati, che noi cittadini non ci sogniamo neanche. Ad esempio una recita:
“Contributo per il funzionamento dei gruppi” parlamentari, si intende. Vi risparmio il dettaglio, cioè partito per partito, ma il totale annuale è già abbastanza sconvolgente, esso ammonta infatti ad euro 11.524.282 e 62 centesimi.
Altra simpatica voce riguarda il :
“Contributo per il personale dipendente dei gruppi” ed in totale ci costa 12.269.009 e 80 centesimi.
La terza voce a bilancio è denominata:
“Personale di segreteria dei gruppi” e volete sapere quanto ci toglie dalle tasche? “soltanto” 9.740.145 e 66 centesimi di euro.
Quello che stupisce è la classica pignoleria burocratica che alla fine di cifre così enormi, mette finanche i centesimi che debbono essere erogati.
Va bene, andiamo avanti.
Non state lì a prendere la calcolatrice, il totale ve lo dico io (che i conti li ho già fatti): 33 milioni 533 mila 438 euro virgola 08 centesimi. Scusate se è poco. Ma mi sono anche preso lo sfizio – sempre allo scopo di darvi una informazione precisa – di calcolare che questa cifra equivale (sempre nell’arco di 12 mesi) a 45 mila euro a deputato il quale ha questa dote, amministrata dal suo partito, che va aggiunta allo stipendio e che gli occorre per pagare uffici e segretarie.
P.S. se qualcuno di voi sentisse l’impellente necessità di sapere a quanto ammonta la cifra partito per partito, non ha che da chiedermelo poiché – ripeto – ve le ho risparmiate per non ammorbarvi con troppi numeri. Ma se volete…