mercoledì 9 novembre 2011

MA IN CHE PAESE VIVIAMO?



Francesco D’Avanzo è il marito di Rita Cozzani, la professoressa di Borghetto Vara (La Spezia) morta nell’alluvione. L’uomo si è recato (come centinaia di altri liguri) nel deposito dove è stata portata – insieme ad altre  – l’auto della moglie deceduta. Dalla macchina, ridotta – come le altre – ad un ammasso di lamiere contorte, l’uomo ed il figlio volevano semplicemente ritirare gli effetti della moglie scomparsa. La prima cosa che gli è stata presentata (così come a tutti i proprietari delle vetture recuperate nella melma alluvionale) è stata una fattura di 120 euro.

“Quello che è accaduto è vergognoso – ha dichiarato ufficialmente il signor Francesco – il problema non è la fattura in se per se, ma il gesto: credo sia profondamente indelicato chiedere 120 euro ad un padre ed un figlio che vogliono soltanto recuperare dall’auto una traccia della donna che amavano”.

Una vera beffa del dolore. In molti hanno ritenuto inconcepibile dover pagare tanto, vista la situazione di stato di emergenza dichiarata finanche dallo Stato. La richiesta di pagamento (con relativa ricevuta) è stata consegnata quando i cittadini si sono presentati ai depositi della zona per recuperare gli effetti personali dalle vetture ridotte a rottami  e quindi praticamente inservibili.


martedì 8 novembre 2011

"DOMICILIARI" AL PADRE ACCUSATO DI ABUSI SUL FIGLIOLETTO


Sentite cosa si è inventato (e tragicamente messo in atto) un magistrato di Cassino (si, si proprio la città martire della seconda guerra mondiale in provincia di Frosinone, nel basso Lazio).  L’avvocato Eleonora Rea ha fra i suoi assistiti un padre di 50 anni finito in carcere con l’accusa di aver violentato sessualmente il figlioletto. Tant’è vero che l’uomo, fino a qualche giorno fa, era detenuto nella sezione “sex offenders” del penitenziario cassinate.

Facendo diligentemente la sua professione l’avv. Rea – viste le condizioni di salute del suo cliente – ha rivolto domanda a che gli fossero concessi gli arresti domiciliari. Il magistrato giudicante considerato lo stato di salute e gli elementi presentati dalla difesa del carcerato, ha concesso a questi i “domiciliari” rimandandolo a casa.

Non ne parliamo. Esiste un reato che si chiama “vilipendio alla Magistratura”. Non voglio incorrerci.

lunedì 7 novembre 2011

PAGHIAMO ANCHE LE COLF AI GENERALI



Nella nostra splendida Italia esistono ben 47(quarantasette) ufficiali con incarichi di “alto comando”i quali hanno diritto all’alloggio di servizio. Fino al 2009 erano 59, sono poi scesi a 53 e quest’anno, appunto, a 47. L’obiettivo è giungere a 39.

Vi chiederete: “Va bene, ed a noi cosa ci interessa?”.

Caspita se ci interessa. Non solo forniamo a questi signori: casa, auto blu, autista e quant’altro, ma gli paghiamo finanche la donna di servizio. Scusate, la colf. Ma questo sarebbe nulla e – in un Paese come il nostro – quasi normale, ciò che mi ha fatto saltare sulla sedia è scoprire quanto queste 47 colf guadagnano annualmente e per meglio spiegarmi vi dirò che:

un docente universitario percepisce ogni anno 58.381 euro;

un chirurgo specializzato di euro ne guadagna 55.645 in dodici mesi

un maestro di scuola al 31 dicembre ha incassato 38.640 euro

una badante per persone non autosufficienti che quindi lavora 24 ore su 24, ogni anno si porta a casa circa 27.000 euro.

E questo in Italia, se poi volessimo dare un’occhiata all’estero scopriremmo che

un dipendente del Parlamento britannico guadagna l’equivalente di 38.952 euro in dodici mesi.

Bene sapete quanto ognuna di queste 47 colf ci costa? Cioè guadagna? Presto detto: 56.748 euro annui. Insomma quasi come un docente universitario e più di tutti gli altri esempi che vi ho riportato. Ma a tal proposito debbo farvi notare che di certo, di sicuro, incontrovertibilmente,  la colf del generale guadagna più di un docente universitario poiché quest’ultimo non ha vitto ed alloggio gratis!

Ma con lo stipendio che prendono questi uomini di “alto comando” non si possono pagare neanche una colf?

E meno male che siamo una nazione in crisi e lo Stato continua a chiederci sacrifici


venerdì 4 novembre 2011

OGGI SIAMO SUL "LEGGERO"

Cavernicoli, bruti, primitivi, si, ma con il senso dell'estetica. Nella Grotta di Fumane, in Veneto, è stato rinvenuto un "laboratorio" di piume ornamentali con le quali si abbellivano gli uomini di Neanderthal. La storia di questi esseri umani continua a riservare colpi di scena.
Sono i reperti riportati alla luce grazie alle ricerche condotte da paleontologi dell'Università di Ferrara a scrivere una pagina inedita. Le ricche testimonianze conservate nei depositi della grotta veneta forniscono una precisa documentazione sulla componente "vanitosa" dei nostri cugini, colonizzatori - in epoca glaciale - del continente europeo.
Dai reperti recuperati nella grotta, si è accertato che tra i vari tipi di volatili, i rapaci erano i prediletti, per utilizzarne il bel piumaggio, ma anche per il significato simbolico che i predatori giocavano nell'immaginario collettivo di popolazioni che vivevano di caccia. Alle penne spesso venivano aggiunti altri abbellimenti, tra cui artigli di aquila: la padrona dei cieli e quindi la preda più ambita.

giovedì 3 novembre 2011

SOLDI E SINDACATI



Molti conoscenti mi rivolgono una domanda che fa capire come la maggior parte di noi italiani ignori delle questioni economiche non importanti, importantissime. Come questa.

La domanda è: “E’ previsto uno sciopero generale per il corrente mese di novembre. Ma come fanno i sindacati a far giungere nei vari luoghi di raccolta decine di migliaia di persone. Chi paga per queste moltitudini viaggi, pranzi, cene e quant’altro c’è da saldare?”

Le cose stanno come segue.

A parte il fatto che dallo stipendio di ciascun lavoratore, che ha in tasca la tessera di un sindacato qualsiasi, viene ritirata una cifra – benché minima – che va a finanziare Sindacati stessi, ma questo, anche se può sembrare strano, non è  in assoluto l’entrata più importante; infatti dovete sapere che qualsiasi pensionato di questa nazione ha sul suo cedolino una voce alla quale nessuno fa caso, proprio per la sua esiguità. Cosa dice? “Contributo sociale: un euro”, questa dicitura vuol semplicemente dire che da ogni vitalizio i Sindacati si prendono un euro al mese.”Beh?” direte voi. Tutto ok soltanto che credo non tutti voi sappiate che i pensionati in Italia sono circa sedici milioni (mille più, mille meno) il quale dato vuol semplicemente dire che ogni trenta giorni i Sindacati incassano (e si spartiscono) 16 milioni di euro e, vi ricordo, che tale cifra corrisponde a trenta miliardi e 980 milioni di vecchie lire. Quanto incassano l’anno? Fatevelo voi il conto, a me fa girare la testa. Inoltre sappiate che i Sindacati per essere tali – se non vado errato – non debbono rendere conto a nessuno dei loro bilanci. A chiudere  vi ricordo quanto detto all’inizio: non dimenticate i denari che incassano dai loro tesserati, anch’essi suppongo ammontino a qualche milione.

mercoledì 2 novembre 2011

LE ALLUVIONI E GLI SPRECHI DELLA CASTA

Ragazzi, lo so che oggi (2 nov. 2011) già vi ho già inviato il mio post. Ma quanto segue mi…urge, altrimenti vi darei notizie in ritardo e questo proprio non lo sopporto. Il mio motto è sempre stato quello delle…tintorie: “Presto e bene”. Leggete e non incazzatevi troppo.



Sappiamo tutti che i danni provocati dalle alluvioni liguri-toscane, secondo le stime ufficiali, ammontano a 65 milioni di euro. Il nostro amato Stato sapete cosa si è inventato e come ha messo in atto la pseudo soluzione di questo tragico quanto drammatico problema? Con l’aumento della benzina in ragione di un centesimo al litro. Ma questo è niente, abbiate la pazienza di seguirmi ed alla fine sarete ancora più consapevoli in che Paese viviamo.

Perché le Regioni (in questo caso Liguria e Toscana) abbiano diritto a prelevare dalle casse dello Stato – in caso di proclamazione di calamità naturali – i fondi stanziati, come prima cosa debbono aumentare l’accise (tassa) regionale sulla benzina del cinque per cento. Quindi, fin da ieri gli abitanti della Liguria e della Lunigiana, come se di guai ne avessero già pochi, pagano il carburante sei centesimi al litro in più.

Non è tutto.

L’aumento dei carburanti (va da se che anche il diesel è cresciuto di prezzo) è entrato in funzione ieri, primo novembre 2011. Sapete – ma si che lo sapete, io mi limito a ricordarvelo – quando le autorità competenti lo hanno comunicato a noi italiani? Lunedì 31 ottobre 2011! Ma può esserci una malafede più evidente di questa? Lasciamo andare ed andiamo ad analizzare alcune “cosette”.

Siamo tutti d’accordo che l’obiettivo dell’aggravio (quello di un centesimo al litro) sul pieno di benzina delle auto, è più che nobile, ci mancherebbe. Quello che ritengo essere scandaloso è che gli automobilisti debbano pagare (sempre loro) perché la Casta dei nostri politici non ha ancora tagliato di un solo euro le sue spese folli. La Camera dei Deputati costa un miliardo (cioè mille milioni di euro…) l’anno; mi chiedo: ma è mai possibile che non si riesca a risparmiare 65 milioni tra commessi, rimborsi, uffici, auto blu, ristoranti, appartamenti in affitto per gli onorevoli e quant’altro, non si riesca a risparmiare per dare una mano alle decine di migliaia agli alluvionati liguri e toscani che hanno perduto casa e – molti – anche il lavoro?

Per esempio, tanto per cominciare il ministero della Difesa potrebbe iniziare con il cedere quelle 19 (diciannove!) auto Maserati blindate comprate chissà perché (ma forse per scarrozzare i suoi generali) e devolvere il sostanziosissimo ricavo alle famiglie che hanno perso tutto sia in Lunigiana che in Liguria?

Ma ritorniamo all’inizio di questo triste e drammatico discorso.

L’Istat non più tardi di sabato scorso, ha certificato che ad ottobre la benzina (prima del centesimo in vigore da ieri…) è aumentata del 17,8% rispetto al settembre dello scorso anno ed ha anche aggiunto che, rispetto al precedente mese di settembre 2011, è aumentata dello 0,8%.

Il prezzo del diesel  è salito dal 19,2% (rispetto allo stesso periodo del 2010) al 21,2% dello scorso ottobre. A questo punto debbo anche informarvi che oggi come oggi il prezzo della benzina alla “pompa” è più alto di quanto non fosse quando il petrolio costava oltre  150 dollari al barile; si da però il caso che oggi lo stesso oro nero di dollari al barile ne costi 92. Il problema è che su ogni litro di carburante gravano circa 75 centesimi di accise ai quali va assommata l’IVA (si, tassa su tassa…) passata al 21%. Tanto perché abbiate a farvene una idea senza fondervi il cervello in difficili calcoli, l’anno scorso (2010) il 2 novembre la benzina costava euro 1,35 oggi qui dove abito io, il benzinaio dal quale mi servo (uno dei più risparmiosi) la mette ad 1,69. Una differenza di 34 centesimi al litro pari a 658 e rotti delle vecchie e mai troppo rimpiante lirette.

E nessuno dice nulla.

Oltre alle accise per finanziare la guerra in Abissinia (del 1935), il disastro del Vaiont (1963), il terremoto del Belice (1968), la missione in Bosnia (1996) mi “piace” ricordarvi anche i centesimi 0,02 per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004, e per concludere, vi ricordo anche i 4 centesimi di questo 2011, per far fronte all’emergenza immigrati dovuta alla crisi libica.

“Esprimiamo massima solidarietà per le popolazioni  delle aree colpite dalle alluvioni. Siamo però costretti a notare che per l’ennesima volta lo Stato per reperire risorse straordinarie non fa altro che aumentare le accise sui carburanti” Questa la (giusta) lamentela di Martino Landi presidente della FAIB-Confesercenti, una delle associazioni che rappresentano i benzinai.

NOTA – Ci viene comunicato che questo aumento di un centesimo di accise sui carburanti durerà fino al 31 dicembre di quest’anno. Visti i precedenti (citati), la domanda è: ci credete?


SOPRAVVIVE ALLA CAMERA A GAS


E’ un cane e più precisamente un  Beagle di nome Daniel, già lo chiamano il “cane miracolo”: è sopravvissuto alla camera a gas di un canile di Florence, una città dell’Alabama (USA).

Quando uno dei dipendenti ha aperto la porta per raccogliere i corpi dei 18 cagnolini che dovevano essere soppressi, Daniel è uscito scodinzolando. “E’ un miracolo!”, ha esclamato, parlando con l’inviato della stazione televisiva NBC, Linda Shiller la dipendente del “Rescue Eleventh Hour”, il Centro che ha adottato il Beagle scampato alla morte.

Queste povere bestiole sono rimaste per 17 minuti dentro la camera a gas, anche se ne bastano molto di meno per ucciderle. Ora Daniel è divenuto testimonial per la campagna contro l’uccisione, in genere e particolarmente nelle camere a gas, dei cani.