venerdì 16 aprile 2010

LA SOLITA GIUSTIZIA MADE IN ITALY

Michele Tizzoni, da Lamporo, un piccolo centro del vercellese, è un autista di pullman di 33 anni. La sera dell’ 8 maggio 2007 – come lui stesso ammetterà – fuma alcuni spinelli. La mattina successiva è alla guida di uno scuolabus di proprietà dell’azienda valdostana per la quale lavora. E’ di ritorno da Torino dove ha condotto in gita scolastica un gruppo bambini della locale scuola elementare, che ora sta riportando a Stoppiana (Vercelli) dove abitano.
Giunto in località Salasco Michele Tizzoni perde il controllo del mezzo che sta conducendo: il pullman esce fuori strada e si rovescia in una scarpata. Nell’incidente muoiono Francesco Barbonaglia di 8 anni e Michele Vigna, suo coetaneo, molti altri ragazzini restano feriti così come le loro maestre.
L’autista viene denunciato (naturalmente a piede libero) per omicidio colposo plurimo.
Il processo si è tenuto tre giorni orsono e l’autista si è visto derubricare il reato a omicidio colposo semplice e comminare una condanna a tre anni. Che non sconterà mai, visto il condono “fino a tre anni” tuttora vigente nel Bel Paese. In buona sostanza per sua colpa sono morti due bimbi che insieme sommavano 16 anni di vita vissuta e questo signore, fumatore di spinelli (hascish o marijuana, che differenza fa?) non ha fatto neanche un’ora di galera e se questo non bastasse, gli verrà anche ridata la patente di guida.
Ma ancora vogliamo parlare della Giustizia italiana? Ma si, parlatene con i genitori delle due creature morte.

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